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Il prezzo del regalo

25 dicembre 2011

È tuttora considerato norma di buona educazione nascondere il prezzo di un regalo, norma necessaria perché, si sà, a caval donato non si guarda in bocca. Pochi riflettono sul fatto che l’industrializzazione di tante produzioni, unita al crescente abuso di regali e di regali funzionali, renda vano questo sforzo.
Per esempio, un apparecchio elettronico di consumo, o un sofisticato elettrodomestico, o un capo d’abbigliamento o un articolo sportivo di marca hanno tutti listini fissati, e anche le offerte speciali seguono schemi ben noti e soprattutto pubblicizzati. Certo, non è elegante esibirne il prezzo, ma che senso il tentativo peraltro impossibile di nasconderlo? Anche i libri sono ormai oggetti di produzione in serie, possiamo comprarli via internet con un 15% di sconto circa, o magari recupereremo il 10% del prezzo con le tessere di fidelizzazione della libreria, ma, di nuovo, il prezzo è noto. Tant’è che quando compro un libro per regalarlo, impedisco di nascondere il prezzo con la solita etichetta autoadesiva, che soddisfa agli obblighi di un galateo un po’ ipocrita, ma deprezza irrimediabilmente il volume.

Molto diverso è invece il caso di un regalo artigianale, che, anche se oggetto prodotto per tutti, o meglio senza avere in mente un destinatario specifico, ha sempre qualcosa che lo rende peculiare, unico, che permette di stabilire con l’oggetto (il che vuol dire poi con l’artefice e soprattutto col donatore) un rapporto personale, vitale. Non che non si possa stimare il prezzo, è sempre possibile farsene un’idea, ma certo meno precisa.

Ancora diverso, superiore a tutti, è il dono che lo stesso donatore ha realizzato, di cui il donatore è l’artefice. Il dono che non solo è stato realizzato apposta per me, ma con l’intenzionalità nei miei riguardi che solo il donatore può avere. Questo dono non è più un oggetto che media rapporti, è lui stesso rapporto personale
Questo dono è davvero inestimabile.

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Un Commento
  1. Bello questo pensiero . . . è che uno non ci pensa abbastanza, automaticamente dice: “tolga il prezzo” . . . anzi, lasciandolo, farei piacere a quella parte di parentele che “valutano” i regali ricevuti per ricambiarli con altri di pari valore! (Esistono davvero, te l’assicuro). ;-)

    Per quelli fatti a mano, vado a riprendere in mano quello che ho promesso a una ragazzina . . . sono indietro con i tempi! Per fortuna che non lo faccio per campare! :-) )))))))

    Ciao, Fior

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